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Sharenting: di cosa si tratta e perchè sarebbe meglio evitarlo [articolo di Alfemminile.com]

[Questo articolo, che cita il nostro libro, è stato pubblicato su Alfemminile.com nel maggio 2021.]

Da sempre, i genitori hanno avuto la tendenza a esibire i propri figli, specialmente i più piccoli, come prestigiosi trofei. Quante volte ti è capitato di imbatterti in una neo mamma o un neo papà desiderosi di mostrarti a tutti i costi le ultime foto dei loro cuccioli? Oggi questa abitudine si è trasferita sui social e ha assunto anche un nome: sharenting. Sempre più spesso, infatti, le bacheche di Facebook e Instagram si trasformano in album ricordi di dominio pubblico, dove immagini di minori vengono condivise con fin troppa leggerezza. Per evitare che i nostri bambini incorrano nei pericoli della rete, leggi questo articolo e scopri quali accorgimenti adottare e perchè sarebbe meglio attenuare il nostro bisogno di sharenting.

Il significato di sharenting

Sharenting è un anglicismo che ha origine dalla crasi tra i termini inglesi “share” (condivisione) e “parenting” (genitorialità). Ma di cosa si tratta? Lo sharenting è un’abitudine piuttosto diffusa tra i genitori del nuovo millennio e consiste nella pubblicazione compulsiva sui social network da parte di mamma e papà di foto e video che ritraggono i propri bambini, soprattutto quando molto piccoli. Questa pratica ha preso piede a tal punto da rendere necessaria la coniazione di una nuova espressione per identificarla, che di recente è finita persino sul Collins, uno dei più autorevoli tra i dizionari inglesi.

L’ecografia, i primi passi, la perdita del primo dentino da latte, insomma, sempre più spesso, i profili Facebook e Instagram di molti genitori si trasformano in una sorta di documentario social in cui è possibile monitorare la crescita dei loro figli.

Trattandosi di un tema oggigiorno sempre più attuale, il giornalista informatico ed esperto di comunicazione Gianluigi Bonanomi ha ritenuto necessario aprire il dibattito anche in Italia e ci è riuscito grazie al suo libro formativo dal titolo “Sharenting. Genitori e rischi della sovraesposizione online”, in cui fornisce consigli e informazioni di cui spesso le figure genitoriali sono sprovviste quando si tratta di social media.

Perchè i genitori fanno sharenting?

Come dicono a Napoli, “Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja”. Insomma i genitori, ma soprattutto le mamme, tendono a pubblicare foto e postare video dei propri figli soprattutto per un desiderio di esibizione in quanto convinti che la loro unicità meriti di essere condivisa su pubblica piazza così come il loro incommensurabile orgoglio. Partendo da qui, è evidente che un’altra delle motivazioni che spingono mamma e papà a praticare lo sharenting è dovuta al bisogno, a tratti ossessivo, di ricevere approvazioni e consensi sotto forma di like e commenti sui social network. Questi, consapevoli dell’effetto che le immagini dei bambini possono avere sulle persone, pubblicano continuamente contenuti loro riguardanti per ricevere “mi piace” e attenzioni. Al tempo stesso, lo sharenting è una diretta conseguenza del periodo storico che stiamo vivendo, l’era digitale in cui il dominio degli influencer scaturisce in alcuni (molti) di noi la voglia irrefrenabile di condividere ogni aspetto della nostra vita con gli altri, annullando qualunque tipo di filtro e pretesa di privacy.

Quali sono i rischi?

Per quanto possa sembrare apparentemente innocuo, lo sharenting è un fenomeno da non sottovalutare e da trattare con le dovute cautele. Mettere online immagini che ritraggono i nostri bambini può comportare, infatti, importanti conseguenze, anche a lungo termine, che spesso tendiamo a ignorare nel momento in cui selezioniamo una foto da postare sui social. Di seguito, ti elenchiamo quelli che possono essere i principali pericoli legati allo sharenting così da prenderne consapevolezza e agire in modo più accorto:

Il primo aspetto problematico legato allo sharenting è senza dubbio quello della privacy. La continua condivisione di immagini private fa sì che tutti possano avere accesso a un parte consistente della nostra vita. In questo senso, merita una considerazione anche il fatto che i bambini non siano consapevoli né di conseguenza consenzienti rispetto al repertorio postato negli anni dai genitori sui social network. Dunque, quando crescono, questi potrebbero rivelarsi contrari alla presenza sulla rete di materiale che li vede protagonisti. A volte capita che gli adolescenti siano a tal punto imbarazzati da questo archivio digitale pubblico da intentare persino delle cause legali contro i propri genitori, colpevoli di aver violato il loro diritto alla privacy, costringendoli così a rimuovere qualunque immagine che questi reputino una minaccia nei confronti della propria reputazione. Inoltre, fornire dati sensibili sulle piattaforme social potrebbe esporli a un eventuale furto d’identità.

Lo sharenting rappresenta una minaccia non soltanto per la privacy, ma anche pe la sicurezza dei bambini. Condividere in modo spasmodico immagini e informazioni sensibili può esporre i nostri figli a grandi pericoli e, soprattutto, alle attenzioni di malintenzionati che, attingendo ai post caricati ingenuamente dai genitori sui social-network, sono in grado di reperire gratuitamente materiale pedopornografico.

Inoltre, quando siamo convinti di voler postare la vita dei nostri figli sui social ricordiamoci che questi un giorno diventeranno adolescenti e potrebbero finire nel mirino di cyberbulli, i quali, trovando una loro vecchia foto, magari buffa, online, potrebbero sfruttarla per deriderli e umiliarli.

In generale, per quanto le intenzioni di mamma e papà possano essere genuine e del tutto comprensibili, sarebbe opportuno che questi si “disintossicassero” dai social per dare il buon esempio ai figli, altrimenti c’è il rischio che anche loro, una volta cresciuti, trascorrano troppo tempo al telefono.

I consigli utili per mamma e papà

E dopo averti illustrato i rischi che si celano dietro lo sharenting, ecco alcuni suggerimenti su come aggirarli e tutelare i nostri bambini:

  • Avere consapevolezza dei pericoli presenti online.
  • Moderare il proprio utilizzo dei social network.
  • Godersi gli attimi senza farsi ossessionare dal desiderio di condivisione.
  • Evitare di postare foto in cui siano inquadrati i visi o parti intime dei più piccoli.
  • Rendere privati i propri account così da scremare il potenziale pubblico e condividere i propri contenuti soltanto con follower fidati e autorizzati.
  • Sensibilizzare i genitori sulla tematica.
  • Mettersi nei panni dei propri figli e realizzare il disagio che le proprie azioni potrebbero generare in loro una volta cresciuti.