Sharenting, due app per condividere in sicurezza le foto dei figli con parenti e familiari

Scattare foto ai figli fa parte della normale vita di una famiglia, e condividerle con i parenti è un gesto estremamente naturale, esattamente come mostrare loro l’album di famiglia. La tecnologia ha semplificato questo tipo di condivisione e grazie a Internet è possibile rendere partecipi della crescita di un figlio anche i familiari più lontani, che magari abitano dall’altra parte del pianeta. Non tutti gli strumenti però sono uguali e usare certe piattaforme è meno sicuro di altre, dal punto di vista della privacy.
Sarebbe infatti consigliabile evitare di condividere immagini pubblicamente, dove tutti possono vederle, per esempio appoggiandosi a Facebook, Instagram e simili. Facendolo, si esporrebbero i propri figli a dei rischi, a partire da quello – remoto ma non inesistente – di attirare l’attenzione di pedofili, che potrebbero usare queste immagini, ritoccarle, sessualizzarle e condividere nei circoli dei pervertiti, oltre che ricavare informazioni sensibili (nome, età, scuola frequentata e via dicendo).
C’è un altro problema nell’usare queste piattaforme che spesso si sottovaluta: l’uso che viene fatto di questi dati. I social network monetizzano dalle informazioni personali e offrono gratuitamente un servizio in cambio di queste: tutto quello che pubblichiamo (o semplicemente ricondividiamo, seguiamo e clicchiamo) non fa che alimentare gli algoritmi con ulteriori informazioni, che spesso offriamo inconsapevolmente, ma che fanno gola ai reparti marketing delle aziende, che le useranno per bombardarci. Postando foto dei nostri figli daremo ulteriori informazioni su di noi e – soprattutto – su di loro che, ancora prima di toccare uno schermo, saranno in qualche maniera schedati. Questo vale anche se la privacy del nostro profilo è impostata su criteri molto stringenti: possiamo celare le informazioni ad altri utenti, non al social stesso, che non avrà remore a usarle per scopi di marketing.

Le app per uno sharenting sicuro: Family Album e Tinybeans

Come possiamo far vedere ai nonni le foto dei loro nipotini senza dover passare per i social? Gli strumenti non mancano, a partire da WhatsApp o i vari servizi cloud come OneDrive di Microsoft, Google Drive o il diffusissimo DropBox. Certo, queste applicazioni non sono concepite per questo tipo di utilizzo e non tutti potrebbero trovarle user-friendly – comode da usare. Non mancano però una serie di applicazioni più intuitive che garantiscono la privacy dell’utenza. Al contrario di quanto accade coi social network, infatti, le società che sviluppano queste applicazioni ragionano su un modello di business differente e non monetizzano sui dati degli utenti ma su altro, per esempio vendendo funzionalità aggiuntive, come la possibilità di stampare fotolibri e spedirli a casa degli utenti, facendo pagare lo spazio di archiviazione o la possibilità di condividere video, oltre che immagini.

Una delle più apprezzate è Family Album, disponibile gratuitamente sia per Android sia per iOS. È gratuita per un utilizzo di base, ma include una serie di funzionalità premium a pagamento, a partire dalla possibilità di caricare video più lunghi (10 minuti al posto dei 3 della versione gratuita) e di effettuare i caricamenti anche da computer, senza passare necessariamente per lo smartphone.

Una valida alternativa è Tinybeans, anche questa tradotta in italiano e gratuita nelle sue funzioni di base ma, rispetto alle altre, si affida alla pubblicità. È possibile rimuoverla abbonandosi al servizio, fatto che permetterà anche di godere della spedizione gratuita dei fotoalbum acquistati tramite il servizio.

Queste app sono davvero sicure?

Garantire la sicurezza informatica è praticamente impossibile. Del resto, se gli hacker riescono a superare le barriere di banche, industrie e governi, non sarà certo una app a frenarli. Sicuramente usare questi servizi è ben più sicuro rispetto alla classica condivisione sui social, per una serie di motivi. Il primo è i social network sono strutturati per condividere il più possibile ogni dato, per massimizzare la reach, il numero di persone raggiunte da ogni post. Vero che quasi tutti i social offrono funzioni per limitare la portata, per contenere i post all’interno di una ristretta cerchia di persone, ma queste funzioni non sempre sono facilmente comprensibili a tutti gli utenti e, soprattutto, cambiano con una frequenza impressionante, rendendo molto difficile stare dietro alle costanti novità.
Queste app, di contro, sono blindate sotto questo profilo e non corriamo il rischio che qualche parente poco avvezzo con l’informatica le condivida per errore al di fuori della ristretta cerchia dei familiari. Non solo: fatta esclusione per Tinybeans, le app citate non hanno pubblicità e – almeno sulla carta – non basano il loro business sulla raccolta di dati pubblicitari.
Questo non significa che siano invulnerabili, anche perché si appoggiano tutte sui servizi cloud di AWS: un errore di configurazione da parte degli sviluppatori potrebbe inficiare le misure di sicurezza implementate. Niente panico, però: si tratta di un problema comune a qualsiasi app e oggettivamente molto remoto, anche se non del tutto trascurabile.

Ecco perché, in ogni caso, è sempre meglio fare sempre un po’ di attenzione quando si condividono immagini, anche se si usano queste app. Per esempio, evitando la foto del primo bagnetto, dei cambi di pannolino e, in generale, le nudità.

 

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