Il video “Stop sharenting” di Unicef Norvegia

In un articolo sul portale Mar dei Sargiassi, a firma di si parla in modo approfondito di sharenting. Ecco una citazione:

Resta però da discutere un aspetto fondamentale dello sharentingle baby star non saranno per sempre baby. Cresceranno e svilupperanno una coscienza propria, non per forza in linea con quella dei genitori. Emblematica la sentenza del 2017 a favore di un ragazzo che aveva citato i genitori per le numerose immagini di sé postate online senza il suo consenso. Tra i rischi di questa condivisione compulsiva, infatti, non vi sono soltanto pericoli legati all’adescamento di minori o alla pedopornografia, ma anche una grandissima ripercussione psicologica dovuta alla violazione della privacy, diritto fondamentale di ogni essere umano, adulto o bambino che sia.

E ancora:

Come ci mostra lo spot Stop Sharenting di UNICEF Norvegia, quando i bambini saranno più grandi e consapevoli si ritroveranno come circondati da un’enorme e straniante esibizione della loro vita. Scopriranno di possedere un’identità digitale pregressa su cui non hanno avuto alcun controllo ma che si porteranno dietro per sempre. Ognuno con la sua personale, inopinabile emotività. Condividere dunque la propria vita e, di conseguenza, i propri affetti è un fenomeno ormai comune ma credere che qualsiasi contenuto, specie se riguarda minori, vada bene solo perché i genitori siamo noi, significa oggettificare il proprio figlio, identificarlo come un prolungamento di noi stessi e mancare di empatia.

Ecco il video citato:

Ringrazio l’autrice per aver citato il mio libro.

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