Privacy, i rischi dello “sharenting”: perché non devi postare foto dei figli sui social [articolo per Agenda Digitale]

[questo articolo è stato pubblicato su Agenda Digitale il primo febbraio 2021]

Lo “sharenting” cioè il trend che vede i genitori postare foto dei figli sui social network ha ripercussioni sulla privacy di bambini e adolescenti, ma non solo: si presentano anche situazioni in cui si mette a rischio la sicurezza.

l desiderio di far conoscere tutto dei figli porta i genitori a postare qualsiasi tipo di informazione sui social media. Lo “sharenting” è un fenomeno che va monitorato e analizzato con attenzione, soprattutto quando va a colpire gli adolescenti. I bambini piccoli, infatti, non hanno alcuna coscienza della propria identità digitale. Gli adolescenti, invece, hanno la certezza che la loro vita potrebbe trovarsi vivisezionata sul web per colpa di genitori “schiavi dello sharenting”. E questo è un grosso problema: usare i social media in modo disfunzionale può mettere a rischio la sicurezza dei dati personali e il rispetto della privacy dei propri figli.

Cosa spinge i genitori a condividere le foto dei figli sui social

Un po’ per orgoglio personale, un po’ per puro divertimento molti genitori tendono a condividere sui social media in modo compulsivo ogni passo compiuto dai propri figli. Che poi siano immagini private ormai non conta più: il concetto stesso di privacy online è stato stravolto pesantemente con l’avvento dei vari social network. Una tendenza che col passare degli anni si è trasformata in un’abitudine consolidata, quella di esporre in pubblico le proprie emozioni, i ricordi più intimi in cambio di visualizzazioni e apprezzamenti di vario tipo. Un narcisismo 2.0 che non si accontenta di mettere in vetrina solo adulti ma anche i più piccoli per suscitare sentimenti quali tenerezza, simpatia ed empatia.

Una vetrinizzazione sociale come sostiene il noto sociologo Vanni Codeluppi nel libro “La vetrinizzazione sociale. Il processo di spettacolarizzazione degli individui e della società”, una spettacolarizzazione che va sovraesporre in modo pericoloso la generazione del nuovo millennio, quella dei nativi digitali. Nella società moderna i bambini sono caricati di grandi aspettative già prima della nascita, con genitori che sembrano avere scolpito nella mente il destino dei propri figli. Questo atteggiamento sembra essere la diretta conseguenza del calo della natalità che ha colpito i paesi più industrializzati dalla fine degli Anni ‘70, una crisi che sembra inarrestabile e su cui incidono molteplici fattori. Il nostro Paese è in piena crisi demografica e il problema è destinato ad aggravarsi nei prossimi anni, con l’ennesimo crollo delle nascite: secondo i dati Istat nel 2018 sono stati iscritti all’anagrafe appena 439.747 bambini, circa la metà di quelli nati nel 1974.

I pericoli dello sharenting sono in agguato. Molto spesso le immagini condivise in rete dai genitori finisco in siti pedopornografici o vengono utilizzate in messaggi sessuali inviati attraverso la rete. Senza dimenticare che il continuo “sharare” informazioni e contenuti può agevolare criminali e malintenzionati che possono ricavare preziose informazioni sulle abitudini dei nostri figli.

Paure adolescenziali

È inutile nasconderlo: quello che succede online ha un certo impatto nella vita di tutti i giorni e nei rapporti con gli altri. Lo sharenting crea un archivio digitale pubblico e le immagini contenute non sempre rappresentano il modo in cui un bambino si possa identificare una volta divenuto adolescente. Quindi, pur comprendendo le ragioni del comportamento dei propri genitori, gli adolescenti si dimostrano preoccupati per questo modo di fare che di razionale ha ben poco.

Lo dimostra una recente ricerca condotta dall’Università di Antwerp in Belgio attraverso alcuni gruppi di adolescenti tra i 12 ed i 14 anni. C’è molta paura e ansia nello scoprire che cos’hanno condiviso i propri genitori sui social media. Gli adolescenti vorrebbero controllare i genitori ogni volta che postano foto o commenti che li riguardano, perché a differenza dei loro padri e madri hanno compreso che lo sharenting è qualcosa di pericoloso per la loro web reputation.

Nei ragazzi cresce la paura di essere giudicati negativamente dai coetanei, di essere vittime di episodi di cyberbullismo e persino di avere problemi nel futuro quando si troveranno a fare dei colloqui di lavoro. A tal proposito, la Commissione Europea sta studiando una normativa che permetta ai bambini, diventati adulti, il diritto di chiedere la rimozione di contenuti immessi nel web prima dei 18 anni. In Francia, invece, i genitori possono essere denunciati dai figli, una volta diventati adulti, per aver pubblicato immagini e filmati in rete senza il loro permesso. La legislazione francese in tema di privacy è piuttosto restrittiva e prevede un obbligo di responsabilità per entrambi i genitori oltre a pene molto severe: si parla di 35.000 euro di multa e di una detenzione in carcere fino a un anno.

Perché lo shareting è inutile e dannoso

I ricercatori dell’Università di Antwerp si sono poi concentrati nella comprensione del fenomeno sharenting per gli adolescenti. Per la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze intervistati si tratta di qualcosa di inutile e imbarazzante. Le reazioni, comunque, non sono state tutte negative: gli adolescenti che hanno speso parole di apprezzamento per questa pratica sono quelli che pubblicano in modo compulsivo foto private e commentano qualsiasi cosa, il tutto alla faccia della tanto decantata privacy.

É fondamentale sensibilizzare ed educare i genitori sui pericoli che si corrono con lo sharenting: le mamme e i papà 2.0 devono essere adeguatamente informati sui rischi connessi e consapevoli delle politiche adottate dai social media utilizzati in tema di privacy. Inoltre, è importante instaurare un dialogo costruttivo con i propri figli adolescenti, rispettando le loro opinioni sui contenuti e su come condividerli.

Nel frattempo, è cresciuto il numero dei bambini e degli adolescenti che hanno deciso di ribellarsi ai genitori. Alla fine, è solo una questione di buon senso. Dobbiamo sempre ricordare che i nostri figli non possono di dire no a un post, un video o un tag che facciamo: quindi, prima di farci risucchiare nel vortice dello sharenting, pensiamoci due volte quando pubblichiamo qualcosa. Nel frattempo, cresce il numero dei bambini e degli adolescenti che hanno deciso di affrontare i genitori.

Il caso TikTok e la tecnologia in famiglia: diretta Facebook con Salvagente Italia

Il 21 gennaio 2021 l’Italia è stata sconvolta da una notizia di cronaca: una bambina si è tolta la vita, pare, per una “challenge” su TikTok.
L’indomani Salvagente Italia mi ha invitato a fare una live su Facebook per parlare del caso e, più in generale, di tecnologia in famiglia. Questa la mia chiacchierata con il presidente di Salvagente, Mirko Damasco:

Sharenting su Rai Radio 1 (12 gennaio 2021)

Il 12 gennaio 2021 sono stato intervistato, in diretta su Rai Radio 1, nella trasmissione “Formato famiglia” condotta da Diana Alessandrini e Savino Zaba, sul tema dello shareting. Ecco la registrazione integrale dell’intervista:

Sharenting su Corriere Adriatico

L’8 gennaio 2021 il Corriere Adriatico ha pubblicato un articolo, a firma Emanuele Frontoni, sullo sharenting, citando anche il nostro libro e il test sullo sharenting che si trova su questo sito. Qui è possibile leggere l’articolo.

Condividere in sicurezza le immagini dei figli… [Webinar con Mondadori Education]

Lunedì 30 novembre 2020 Mondadori Education, editore del libro Sharenting, mi ha chiesto di tenere un webinar per degli insegnanti (erano quali 600 i collegati). Con l’aiuto della giornalista del Corriere della Sera Valentina Santarpia ho parlato del tema del libro e risposto alle molte domande. Potete rivedere la registrazione della diretta qui:

Una nota: durante la diretta Valentina Santarpia ha citato l’intervista a un giudice sullo sharenting. La trovate qui:

Covid e Natale, “attenzione alle foto dei minori sui social”

Questa la presentazione dell’evento:

Quando si parla di tecnologia in famiglia, spesso i riflettori sono puntati sui figli, considerati il problema. Invece sempre più di frequente sono i genitori stessi a non comprendere a pieno i rischi della Rete e sono i primi a esporre immagini dei propri figli online, dal momento della nascita in poi (a volte prima). Tutto quello che un tempo veniva immortalato e custodito gelosamente negli album di famiglia oggi viene condiviso, spesso senza filtri e freni, sulle bacheche dei social network. Un fenomeno che prende il nome di sharenting, neologismo nato dall’unione del verbo “to share” (condividere) e dal termine parenting, che potremmo tradurre liberamente come “fare il genitore”. L’accezione non è positiva, dato che il genitore che si lascia prendere la mano dallo sharenting è quello che tende a condividere troppe informazioni, non rispettando – spesso senza rendersene conto – la privacy dei figli”.

Relatore Gianluigi Bonanomi, giornalista hi-tech e formatore. Dopo la laurea con tesi sulle relazioni on-line nel 2001, ha lavorato per una dozzina d’anni nel settore dell’editoria informatica (soprattutto per Computer Idea). Ha scritto diversi saggi e manuali sulla tecnologia, compresi due libri per genitori: Navigazione familiare e Prontuario per genitori di nativi digitali. Ha lanciato il primo podcast italiano su genitorialità e tecnologia. Attualmente si occupa di formazione sui temi del digitale. E’ autore di Sharenting per Mondadori Università.

Moderatrice Valentina Santarpia, giornalista professionista. Laureata in Scienze della comunicazione, ha conseguito un master in giornalismo alla Luiss Guido Carli, è redattrice del Corriere della sera e si occupa di temi legati a scuola, educazione e apprendimento.

Sharenting è tra i testi consigliati di Genitorinrete.it

Genitorinrete.it è una community di volontari con la certificazione italiana come genitori digitali – Certificato Cyberscudo – Battilbullismo (AICA) che si occupa di educazione digitale per genitori ed educatori. Molto interessante il loro manifesto:

È un grande piacere per noi segnalare che Sharenting è tra i libri consigliati nella sezione delle risorse del sito.

“Sharenting e tecnologia in famiglia”: webinar con CoderDojo Brianza del 30 ottobre 2020